La sera del Venerdì Santo il centro di Savona cambia volto. Le luci si abbassano, il traffico si ferma e lungo le strade sfila una processione che porta con sé secoli di storia: i confratelli incappucciati, i cori, la musica e soprattutto le casse, i grandi gruppi scultorei in legno che raccontano i misteri della Passione. È uno dei riti religiosi più sentiti della Liguria di Ponente, e anche chi non lo vive con spirito di fede ne resta colpito per la sua compostezza.
Un rito nato nel Medioevo
Le origini della processione risalgono ai riti penitenziali del Duecento, quando nacquero le confraternite, associazioni di laici dedite alla preghiera e alla carità. All'inizio la Passione veniva rappresentata in forme quasi teatrali; nel Seicento i vescovi giudicarono quelle rappresentazioni poco decorose, e la processione si trasformò, affidando il racconto alle sculture lignee che ancora oggi ne sono il cuore.
Oggi la processione è organizzata dal Priorato Generale delle Confraternite di Savona Centro, che riunisce le confraternite del centro storico, proprietarie delle casse. Il coordinamento passa a turno da una confraternita all'altra, e ogni edizione è il frutto di mesi di preparazione: restauri, prove, organizzazione dei portatori.
Le casse e i loro scultori
Le casse sono quindici, sorrette a spalla dai portatori lungo tutto il percorso. Ognuna rappresenta un momento della Passione, dall'Annunciazione al bacio di Giuda fino alla deposizione. Molte sono opere di grande valore artistico, firmate dai principali scultori liguri del legno: Anton Maria Maragliano, il maestro del barocco genovese, e poi Filippo Martinengo, Stefano Murialdo e Antonio Brilla, che lavorò a Savona nell'Ottocento. Vederle sfilare di sera, illuminate e in movimento, è molto diverso dal vederle ferme in un oratorio: i volti, i panneggi e le pose acquistano una forza particolare.
Accanto alle casse sfilano i confratelli con le loro cappe, nei colori delle rispettive confraternite, bianco, blu e rosso. Tra un gruppo e l'altro si alternano cori e gruppi strumentali, che scandiscono il passo della processione e ne accompagnano i silenzi.
Una cadenza da verificare
La processione ha cadenza biennale e si svolge di norma negli anni pari. Negli ultimi anni, però, il calendario non è stato sempre regolare: il maltempo e altre circostanze hanno costretto ad annullare o rinviare alcune edizioni, e in un caso le confraternite hanno scelto di riproporla l'anno successivo, derogando alla consueta alternanza, per poi tornare agli anni pari. Proprio perché si tratta di un evento all'aperto, con sculture antiche e delicate, anche una pioggia improvvisa può portare a cambiamenti dell'ultimo momento.
Da Noli a Savona per la sera del Venerdì Santo
Savona dista circa 26 km su strada dalla collina di Voze. Il periodo di Pasqua è un buon momento per scoprire questa parte di Riviera: le giornate si allungano, i sentieri sopra il mare sono verdi e il ritmo dei paesi è ancora tranquillo. A Sol y Ombra, a Voze, potete trascorrere la giornata tra il borgo di Noli e i sentieri dell'Altopiano delle Manie e spostarvi a Savona nel tardo pomeriggio, per poi rientrare in collina a processione conclusa.
Se avete tempo, vale la pena arrivare a Savona qualche ora prima: il centro storico, la fortezza del Priamar e la cattedrale si visitano bene a piedi, e permettono di capire il contesto in cui la processione si muove. Muoversi in auto la sera del Venerdì Santo può richiedere pazienza, perché diverse vie del centro vengono chiuse al traffico; valutate in anticipo dove lasciare l'auto.
Date, percorso e programma della Processione del Venerdì Santo vengono comunicati di volta in volta: verificateli sui canali ufficiali della Diocesi di Savona-Noli, del Priorato delle Confraternite e del Comune di Savona.
Pasqua tra Noli e Savona, con base sulla collina di Voze
Sol y Ombra offre due appartamenti indipendenti con aria condizionata e giardino, a circa 26 km da Savona. Scriveteci su WhatsApp per le date di Pasqua.