Gli archi in mattoni della Loggia della Repubblica Nolese accanto al municipio di Noli
Loggia della Repubblica Nolese con i suoi archi in mattoni, nel centro storico di Noli — foto: Capricornis crispus · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Passeggiando oggi fra i caruggi di Noli e' difficile immaginare che questo borgo raccolto attorno alla sua baia sia stato, per oltre sei secoli, uno Stato indipendente. Eppure la Repubblica di Noli e' esistita davvero, dal 1192 al 1797, e la sua storia ha lasciato segni ancora ben visibili: le torri, le mura che scendono dal castello, la cattedrale, la loggia dove si riunivano i rappresentanti della comunita'. Conoscerla aiuta a guardare il paese con occhi diversi, e a capire perche' qualcuno lo chiami, non senza orgoglio, la quinta repubblica marinara.

Le Crociate e la nascita della Repubblica

La fortuna di Noli comincio' con le Crociate. Il suo porto e le sue navi parteciparono alle spedizioni verso la Terrasanta, e in cambio la comunita' ottenne dai sovrani cristiani di Antiochia e di Gerusalemme privilegi commerciali e, soprattutto, notevoli ricchezze. Con quei proventi i nolesi riuscirono a riscattare gradualmente i diritti feudali che i signori Del Carretto esercitavano sul territorio, fino a conquistare la piena autonomia.

La data che la tradizione indica come atto di nascita della Repubblica e' il 7 agosto 1192. Da quel momento Noli si governo' da se', pur legandosi strettamente alla Repubblica di Genova, di cui fu alleata e protetta per tutta la sua storia. Fu un equilibrio delicato ma efficace: l'alleanza con la potenza marinara vicina garantiva sicurezza, mentre le istituzioni cittadine mantenevano la loro indipendenza.

Il periodo d'oro e le settantadue torri

Il Duecento e il Trecento furono i secoli di massimo splendore. La piccola repubblica si espanse, si doto' di una cinta muraria e costrui' numerose case-torri, simbolo del prestigio delle famiglie che le abitavano e insieme strumento di difesa. Secondo la tradizione, nei suoi tempi d'oro Noli arrivo' a contarne settantadue. Oggi ne sopravvivono poche, ma bastano a disegnare il profilo inconfondibile del borgo: la Torre del Canto, la piu' alta, la Torre del Comune con la merlatura a coda di rondine e la Torre Papone, legata al camminamento delle mura.

A dominare tutto c'era, e c'e' ancora, il Castello di Monte Ursino, sulla collina alle spalle del borgo, da cui le mura scendono fino al mare. Fu anche un periodo di contese con i vicini: le cronache ricordano gli scontri con Spotorno, il cui castello, allora appartenente ai vescovi di Savona, fu distrutto piu' volte nel corso del Duecento.

Nel 1239 papa Gregorio IX elevo' Noli a sede vescovile, separandola da Savona: un riconoscimento importante per una citta' cosi' piccola. Prima cattedrale fu la chiesa romanica di San Paragorio, che conservo' questo ruolo fino al 1572, quando il titolo passo' a San Pietro, nel cuore del centro storico.

Consiglio pratico: per leggere la storia della Repubblica direttamente sulle pietre, partite dalla Loggia della Repubblica, proseguite fra le torri del centro e salite al Castello di Monte Ursino. Aperture e visite guidate variano durante l'anno: informatevi presso il Comune di Noli.

Dante e Noli nel Purgatorio

La fama di Noli e' arrivata fino alla Divina Commedia. Nel quarto canto del Purgatorio, descrivendo la ripida salita verso il monte, Dante paragona la fatica dell'ascesa ai sentieri piu' impervi che conosceva, e scrive: «Vassi in Sanleo e discendesi in Noli». Secondo l'interpretazione piu' diffusa, il riferimento e' alla discesa verso il borgo, che ai tempi del poeta si raggiungeva soltanto dal mare oppure scendendo a piedi per sentieri scoscesi lungo le pareti di roccia. Una lapide sotto la Loggia della Repubblica ricorda il passaggio di Dante, insieme a quelli di altri personaggi illustri.

Ancora oggi, percorrendo i sentieri che dall'altopiano scendono verso il mare, si capisce bene che cosa intendesse: la costa precipita verso l'acqua, e Noli appare all'improvviso, raccolta nella sua baia.

La fine della Repubblica

Dopo il periodo d'oro, Noli conobbe un lento declino, legato ai mutamenti dei commerci e degli equilibri nel Mediterraneo, ma riusci' a conservare la propria indipendenza per secoli. La fine arrivo' nel 1797, quando la Repubblica passo' sotto la dominazione francese, dopo oltre sei secoli di sostanziale liberta'.

Chi soggiorna a Sol y Ombra, nella frazione di Voze, abita in fondo un pezzo di questa storia: la casa nasce dal recupero di un antico avvistamento saraceno, uno dei punti da cui si sorvegliava il golfo. Guardare il mare da qui, al tramonto, e' forse il modo piu' semplice per sentirsi vicini a chi, secoli fa, scrutava l'orizzonte in attesa delle vele.

Dormire in un antico avvistamento sul golfo di Noli

Sol y Ombra nasce dal recupero di un antico avvistamento saraceno a Voze, ristrutturato nel rispetto della casa originale: due appartamenti indipendenti in una casa affacciata sul golfo.